L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE E VENEZIA

POST di Caterina Veneta

Le donne della Serenissima avevano spazi di autonomia d’azione e pensiero che le donne degli altri stati europei non potevano neppure lontanamente sognare tra XVI e XVIII secolo.

Godevano di libertà nella vita sociale e nella gestione in proprio di attività economiche, nell’arte, nel mondo intellettuale e avevano diritti sui figli e sui propri beni personali.

Ecco cosa scrive la storica Nadia Maria Filippini : «Le donne veneziane avevano la possibilità di nominare i tutori dei propri figli, avevano una patria potestà che non esisteva altrove. Potevano disporre dei propri beni e dettare testamento, al punto che le norme prevedevano esplicitamente che i mariti non dovessero essere presenti alla dettatura, per non condizionarle. Potevano gestire caffè, negozi, attività economiche senza essere sottoposte alla tutela di un uomo».

Da dove nascevano così grandi libertà e poteri reali delle veneziane, in secoli dominati da leggi misogine? «La tesi dalla quale partiremo, alla luce degli ultimi studi», prosegue la Filippini, «è che questo sia stato possibile perché Venezia era una Repubblica e non una monarchia e perché era una civiltà mercantile: un’economia dove il ruolo della famiglia era strategico, come pure quello delle donne a partire proprio dalla famiglia». Quello stesso nucleo parentale grazie al quale apprendevano conoscenze e accedevano a studi, che permettevano poi loro di affrancarsi ed affermarsi per la loro stessa attività, anche nelle arti e nel mondo della cultura. Donne che vivevano la città, come raccontano i viaggiatori dell’epoca, stupiti nei loro diari dalla libertà delle donne nella società veneziana.
Uno dei primi nuclei del pensiero femminista in Europa nasce proprio nella Venezia di quel periodo, e ne troviamo traccia negli scritti di Suor Arcangela Tarabotti (Venezia, 1604-1652, ora considerata una delle più importanti scrittrici della penisola), Moderata Fonte (pseudonimo di Modesta Pozzo de' Zorzi ,Venezia, 1555 – 1592, autrice de “Il merito delle donne”) e Lucrezia Marinella (pseudonimo di Lucrezia Marinella Vacca, Venezia, 1571 – 1653, poetessa e scrittrice).

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