"IL MALE DELL'ITALIA VIENE DAL CENTRO!" LO DISSE UN PARTIGIANO VENETO FEDERALISTA



E' perlomeno buffo scoprire che fino al dopoguerra, le forze autonomiste (a volte anche apertamente secessioniste) si trovassero alla sinistra del schieramento politico veneto. Oggi sappiamo delle posizioni della sinistra, anche nel Veneto, in quel campo nessuna istanza che voglia dare nelle mani del Presidente della Regione qualche potere amministrativo oggi saldamente nelle mani di Roma. Quindi giova utile, a noi e ai compagni "radical chic" una ripassata di storia.  Le fonti sono i giornali dell'epoca.
La virulenta polemica anticentralista nel CLN del Veneto, nel 1945,  si innescava direttamente sulle macerie dell'esperienza politica fascista che del centralismo aveva esasperato ogni forma e contenuto. Eliminazione degli organi elettivi comunali spstituiti con podestà di nomina centrale, soppressione di piccole municipalità, drastica riduzione dell'autonomia finanziaria, esaltazione del ruolo del Prefetto, centralizzazione dell'economia, dilatazione degli enti statali e parastatali, sono alcuni dei momenti dell'azione accentratrice del regime.

Il fascismo sperò non era l'unico 'colpevole' , le radici del fenomeno affondavano in tempi più remoti: "Se noi facciamo una colpa al fascismo di averci tolto tutte le libertà - si leggeva nel volantino del Partito d'azione ai Veneti , affermiamo però insieme che non era vera libertà quella che anche prima livellava la vita pubblica Italiana (maiuscolo) secondo le direttive di uno stato accentratore, che non riconosceva le nostre Regioni, che concedeva solo una apprena di autonomia alle provincie e ai comuni .



E' dunque lo stato centrale - e il suo dominio burocratico-politico "che significa arbitrio, corruzione, intrico" ad essere il vero bersaglio delle critiche dei vari CLN veneti. E' una denuncia dai toni forti, a volte anche aggressivi, che diventerà sempre più intensa, man mano che la "riunificazione" del territorio nazionale procederà inesorabilmente verso la saldatura soffocante col governo di Roma.


E' un piccolo estratto dal libro "Venetismi" di Mario Borghi (Autonomia , regionalismo, localismi: un percorso nel veneto nel secondo dopoguerra) .

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