SAN MARCO E L'IMPRENDITORE CON 30MILA DIPENDENTI

Di Simonetta Dondi dell'Orologio
Origine della lavorazione tessile in Carnia ha origini antiche ma tra il 1700 e il 1800 diventa una delle principali attività svolte.
In quel periodo in ogni casa funzionava almeno un telaio.
Tutto questo per opera dell’imprenditore carnico Jacopo Linussio (1691-1747) che, nei primi anni del ’700, su licenza della Serenissima Repubblica di Venezia, fondò un’industria tessile che occupava più di 30.000 addetti e che disponeva di oltre 1.100 telai nel solo stabilimento di Tolmezzo.
il ritratto di Linussio
Questo grande imprenditore nacque a Villa di Mezzo, borgo di Paularo nel 1691 da Pietro Linussio e Maria Del Negro.
Dopo aver effettuato un periodo di apprendistato a Villaco, per apprendere il tedesco e l'arte della tessitura, rientra in Carnia, a Tolmezzo dove lavora come garzone.
Successivamente, nel 1717 si mise in proprio, trasformando la casa paterna dell'abate di Moggio in un opificio.
Nel 1739 inizia la costruzione dell'opificio di Tolmezzo, detto "La Fabrica", comprensivo della sua abitazione, il "Palazzo Linussio" (ora caserma Cantore), edificata su disegno di Domenico Schiavi.
Considerato il primo imprenditore della Carnia, diede vita a tre importanti stabilimenti tessili a Tolmezzo, Moggio Udinese e San Vito al Tagliamento (la Ca' Bianca).
Seppe portare i prodotti della sua industria dalla natale valle alpina sino ai porti di Costantinopoli e di Cadice donde, ricercatissimi, partivano per l'Asia e per l'America.
Fu il primo imprenditore in Europa a concepire il lavoro a domicilio femminile.
Nel 1739 inizia la costruzione dell'opificio di Tolmezzo, detto "La Fabrica", comprensivo della sua abitazione, il "Palazzo Linussio" (ora caserma Cantore), edificata su disegno di Domenico Schiavi.
Considerato il primo imprenditore della Carnia, diede vita a tre importanti stabilimenti tessili a Tolmezzo, Moggio Udinese e San Vito al Tagliamento (la Ca' Bianca).
Costruì a Moggio un intero quartiere operaio dove le donne potevano dedicarsi, presso il proprio domicilio, alla filatura con macchine parzialmente meccaniche.
Oltre a tessuti di uso comune si fabbricavano finissimi rasi e anche damaschi.
L'intera produzione raggiunse, verso il 1745, le ventimila pezze annuali.
Alle sue dipendenze arrivarono a lavorare fino a 30 mila persone (come già si è commentato) che, per i tempi, erano una cifra enorme.

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