DA VENEZIA PARLIAMO AL MONDO E IL MONDO CI COMPRENDE

Altro stupendo pezzo di Dino Raro.
monumento a Tartini,  a Piran
Anche il pianoforte nacque in Veneto, come molti sapranno già e, a tal proposito, conosciamo anche il primo giudizio di Bach su questa invenzione del „forte piano”.
Il grande musicista tedesco non era del tutto convinto del nuovo strumento inventato nel 1702 dal padovano Bartolomeo Cristofori, tuttavia poi si ricredette ampiamente sul giudizio.
L'invenzione venne poi certificata dal barone Maffei di Verona su una gazzetta dell'epoca.

Va ancora sottolineato come la stampa tipografica abbia rappresentato un fattore determinante nell'evoluzione della musica. Venezia infatti nel '500 era all'avanguardia nell'uso della tecnologia di Gutemberg. Praticamente tutto quello che circolava in Europa lo si stampava a Venezia. Dalla cartografia di Mercatore, alla letteratura, agli spartiti di musica (ricordiamo il primo libretto tascabile di Aldo Manuzio e Pietro Bembo), in pratica la divulgazione del sapere nel mondo allora conosciuto partiva da qui, da Venezia!
Cristofori, il padovano inventore del pianoforte
Mi viene in mente l'analoga operazione di Steve Jobs 500 anni dopo, utilizzando la tecnologia del web che ha rivoluzionato il modo di comunicare.
La stampa ha fatto di Venezia il vero centro del mondo musicale, dove era possibile studiare musica, confrontarsi, reperire spartiti musicali e trattati di teoria musicale. In quel periodo a Venezia esistevano circa 600 liutai.
Fu così che la scuola veneziana grazie ai suoi grandi maestri, come Benedetto Marcello, Antonio Vivaldi, Tommaso Albinoni, Giuseppe Tartini solo per citarne i più celebri, dettò le basi della moderna musica classica. Lorenzo da Ponte, Antonio Salieri, Andrea Lucchesi furono i primi ambasciatori presso le corti d'Europa, solo per citarne qualcuni dei più celebri.
In questa breve e sintetica storia della musica classica inserisco Roberto Ghizzo, patron di una piccola ma raffinata e graffiante emittente privata veneta, RADIO VENETO UNO, perchè grazie al suo sconfinato amore per la musica e per le tradizioni della nostra grande terra veneta, in pochi anni di attività rivolta alla concertistica, è riuscito a coinvolgere e accomunare, alla maniera di club esclusivo ad invito, un gruppo di grandi musicisti ben lieti di contribuire riscoperta ed alla promozione della cultura musicale veneta.

Ho avuto il piacere di assistere ad alcune esibizioni, al Teatro delle Voci di Treviso (altra perla unica in Europa acusticamente parlando), di questi splendidi artisti:
I SOLISTI DI RADIO VENETO UNO
e ne sono rimasto affascinato.

Un omaggio ed un ringraziamento quindi a questi professionisti. Il prossimo 25 aprile avremo il privilegio di ascoltarli in occasione del concerto per la festa del santo patrono di Venezia, San Marco, nella Sua piazza, di fronte alla Sua basilica e di fronte al Suo popolo.

In questo 25 aprile non ci sarà solo il grido :

„par tera par mar S. Marco”

il nostro grido sarà anche: „salvemo ła cultura - save the Culture”.

Le note sono una lingua internazionale ebbene,
da VENEZIA noi parliamo al mondo e il mondo ci comprende!
Salviamo le tradizioni della nostra terra e salveremo il nostro popolo e il nostro futuro.

Commenti

  1. e adesso? chi opera in trincea e comanda, per merito guadagnato, "el tegna conto de l'invito de Dino, par cortesia"...£a batalia sia non solo poitica, ma anca cultura£e. Come gera in origine: mi me ricordo de Europa Veneta, a £e so origini... da cui ze nato anca el pensiero indipendentista de Rocchetta (Rocheta). Senza storia, sensa memoria, semo destinai a soconbere, magari come "padani"senza storia de nazion vera se fa presto a ridiventar taliani e basta, e senza che se acorzerzemo, qualchedun che serca voti dapartuto, el ne rimetarà el tricolore in man.La causa de tute le nostre disgrassie"

    RispondiElimina

Posta un commento