IL CULTO DI SAN MARCO E L'UNIFICAZIONE DEI VENETI

Il culto di San Marco tra i veneti precede di molti secoli l’unificazione politica della terraferma, questa ne fu il suggello finale e Venezia ‘dismise’ San Todaro, come protettore, per inginocchiarsi, come è testimoniato dal meraviglioso bassorilievo della Porta della Paglia in cui il doge si inchina all’Evangelista, davanti a Lui. Questo si spiega con il fatto che San Marco evangelizzò quella che era la X Regio veneto romana e il Suo culto era ancora il fattore unificante anche politico territoriale quando la Venetia fu divisa tra Bisanzio (laguna e Istria) ed entroterra.

 L’opera di evangelizzazione partì da Aquileia, capitale effettiva della X regio, distrutta questa dai barbari, il Patriarca si trasferì a Grado e la sua diocesi, con il conseguente potere che ne derivava, copriva ancora i vecchi confini della X regio, quello che oggi chiamiamo ancora ‘le Venezie’ (non usiamo il termine Nord Est, per favore).
 
Quando il Patriarca di Grado constatò che l’impero d’occidente aveva riunificato nuovamente l’antica X Regio (tranne le lagune sotto l’influenza bizantina), pensò bene di chiedere il riconoscimento della sua podestà all’imperatore. Venezia reagì portando in laguna le spoglie dell’Evangelista stesso, all’inizio dell’800, e proclamando il patriarca di Venezia come il vero erede di San Marco. Rimando ad altra mia nota in merito, che spiega nei dettagli il processo.

Queste righe le scrivo perché stimolato da un nuovo amico il quale ha notato in una sua lettura recente, come il culto marciano fosse anteriore all’unificazione stessa della nazione, nella terraferma veneta. Era logico che lo fosse, dato che l’identità unitaria delle nostre terre, fu una conseguenza dell’opera evangelizzatrice dei Veneti da parte di San Marco.

Il culto continuò quindi in maniera naturale, dopo l’espansione di Venezia, e buoni testimoni sono le piazze, a Lui intitolate e le innumerevoli chiese. Anche i capitelli, nati per la devozione popolare: uno ad esempio, di inizio Seicento, si trova vicino a casa mia, a Fonzaso, in pieno centro.

L’amico mi chiede anche se vi è una relazione tra il termine Marca (trevigiana) e tale culto. In questo caso non vi è relazione alcuna, dato che il termine Marca deriva dal tedesco antico ‘mark’ (spero di aver scritto bene) che significa ‘confine’ e era un vocabolo che indicava i vari feudi in cui i Longobardi suddivisero il loro Regno, Lo troviamo anche in altre zone d’Italia e ha dato il nome alla regione Marche, parte importante del Regno longobardo. 


Aggiungo una piccola testimonianza personale: a Fonzaso, cittadina vicino a Feltre, esiste un affresco murale, vecchio ormai di diversi secoli, che rimanda al culto del santo. Innumerevoli poi, sono le vie, le strade, le piazze, dedicate al Santo, patrono dei Veneti (e dei lombardo-veneti e dei friulani, di ogni popolo ne riconosca l’appartenenza antica), che sottolineano quanto ho esposto.


Commenti

  1. Putroppo di riscontrano varie inesattezze .... esempio: il trasporto del corpo di San Marco da Grado a Venezia .... nell'800 non esisteva alcun Patriarca di Venezia ma esisteva un Patriarca a Grado e uno ad Aquileia... Il Patriarcato di Venezia sarà fondato nel 1451 con la fusione del Patriarcato di Grado con il Vescovado di Olivolo... Comunque il culto di San Marco nello Stato Veneto avviene in modo uniforme dopo la conquista o aggregazione alla Repubblica di Venezia delle sue prrovince terrestri o marittime.

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