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23 24 25 de apriłe: Tri di da ricordar

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In pochi lo sanno ma il ventitre, ventiquattro e venticinque aprile si susseguono in rapida sequenza tre giorni da ricordare. Certo, il 25 di aprile è il giorno in cui l'Italia - e il Veneto da essa controllato - si liberano dalla dittatura di Mussolini, foraggiato dall'americana J.P. Morgan. Ma in realtà, in aprile tre popoli - uno dietro l'altro - hanno il proprio giorno del ricordo. Defati...     El vinti-tre de apriłe el xe el di de San Zòrzi (in catałan Sant Jordi), el di de fèsta naçionałe dei Catałani    El vinti-cuatro de apriłe el xe el di del ricòrdo dei Armeni copai da l'exèrçito turco otoman (cuel che sècułi prima l'èra stà vinto a Lèpanto)    El vinti-çìncue de apriłe l'è el di de Sa' Marco, el protetor dei Vèneti. El xe anca el di del bòcoło: come i Catałani el 23, i Vèneti el 25 i uxa regałar na ròxa
Catalani, Armeni, Veneti. Tre popoli, tre storie, tre giorni da ricordare. Dal Veneto al mondo.

LIBERTA': 1000 anni fa era la prima parola degli Statuti scutarini

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De la libertà de li forestieri a venir ne la Cità nostra a star. IL PRIVILEGIO DI ALESSANDRO MAGNO Gli scutarini avevano voluto precisare nei loro Statuti che la libertà era la cosa più importante per loro, quindi era doveroso dirlo subito in apertura. La libertà perenne ottenuta da Alessandro doveva essere condivisa anche con i foresti: gli stranieri sono liberi di venire ad abitare nella nostra città, come dire che la libertà è garantita a tutti quelli che vogliono venire nella nostra comunità, indipendentemente dalla fede o dallo stato sociale.
Questo principio non era proclamato ed applicato pure dalla Serenissima?

Quale paese, quale città, quale nazione può vantare questo nobile primato, scritto quando i Comuni cercavano di affrancarsi con le armi sul Comune vicino.

Dalla lettura degli Statuti si ricava l’immagine di una civilissima comunità medioevale e sarà un caso che la prima parola con cui si apre il testo sia Libertà?
Tra storia e leggenda, il termine libertà, usato negli Statu…

LA GIUSTIZIA VENETA E IL FORNARETO DI VENEZIA

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Gli ingiusti sian puniti e il seme degli empi perirà! Era scritto a Traù nel tribunale veneto.
Dopo aver perso il diritto naturale di essere stato e vederci negata persino l'idea di essere nazione, abbiamo visto in questi 200 anni, completamente travisati i princìpi di giustizia su cui si reggeva il dominio veneziano. una campagna che ha i suoi primi padri tra gli illuministi del 700 e che è proseguita poi con l'aiuto di una vera e propria campagna di falsità. Spicca tra tutte la leggenda del "fornareto", vittima della sanguinaria mano della legge veneta. Leggiamo quanto scrive Edoardo Rubini, specialista del settore, in proposito:
I fondamenti della Giustizia nella Veneta Serenissima Repubblica1. Come definire l’amministrazione della Giustizia nella Repubblica Serenissima?


La giustizia nello Stato Marciano si può definire sostanziale: il concetto è importante perché tutti sentono l’esigenza che in un tribunale si facciano sentenze ispirate ad un armonico equilibrio; …

QUEL GRANDE EROE ALBANESE IMBARCATO SUL BUCINTORO

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Troppe cose si sono perse, con la scomparsa della civiltà veneta rappresentata da Venezia. Venezia che fin che visse, seppe portare pace e prosperità ai vari popoli che si affidarono alle ali protettive del suo Leone. Non solo, riconoscendo ogni popolo come Nazione aiutò gli slavi a costruirsi una propria identità che è la base di quella attuale. Una prova storica la potremmo trovare addirittura a bordo del Bucintoro costrito nel '600, e riguarderebbe l'Albania. A bordo era riprodotta la statua dell'eroe nazionale Scanderbeg che fermò l'invasione turca in una memorabile battaglia, nel 1400.  Ecco quanto l'amico  Cecchinato, grande venezian, ha trovato nel web:
Testimonianze sui rapporti tra Albania e Venezia, dai toponimi in città al gigante sul BucintoroMoltissime sono le testimonianze che esprimono i secolari legami tra le due terre, riconoscibili nella toponomastica dei sestieri di Venezia (cinque su sei), nelle opere d’arte di artisti albanesi sparse in regione, …

DIEGO FUSARO: DISTRUZIONE PROGRAMMATA DEGLI EUROPEI CON GLI IMMIGRATI

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Beh, se anche un filosofo marxista dice quello che i leader "populisti" raccontano ogni giorno, direi che è l'ora di cominciare  a reagire, intanto col voto. Fin che ci fanno votare. E in Italia sta succedendo.  L'Italia è una non nazione, d'accordo, ma è composta da popoli con radici antichissime, legati ancora, malgrado il temìntativo di annullarli messo in atto dalle élites malandrine attuali e precedenti; questi popoli, con i loro "dialetti", con la storia e l'arte che hanno alle spalle e hanno plasmato in un unicuum le città e villaggi della penisola, reagiscono ormai in maniera vivace e forte al tentativo di annientarli.  Ecco cosa ci spiega Fusaro, che come marxista dovrebbe anche fare il "mea culpa" alla pari dei liberisti. 
... Mediante le pratiche dell’immigrazione di massa (rectius, deportazione di massa) gestite e scatenate dal sistema della produzione capitalistica e dai suoi irresponsabili agenti competitivisti, si dissolve l’i…

LA SERRATA DEL MAGGIOR CONSIGLIO, IN DIFESA DEI PRINCIPI DI DEMOCRAZIA VERA

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Serrata del Maggior Consiglio Atto di riforma del Maggior Consiglio della Repubblica di Venezia (1297), comunemente ritenuto un colpo di Stato con cui l’aristocrazia veneziana precluse alle classi popolari l’accesso al governo della Repubblica; in realtà si trattò di un ampliamento della classe dirigente, effettuato allo scopo di moderare la lotta tra le fazioni e affrontare la difficile guerra con Genova.  Fino a qua spiega la Treccani, noi aggiungiamo inoltre che furono le famiglie nobili di censo medio e povero a vincere contro quella che stava affermandosi come vera  e propria oligarchia: quella delle famiglie più potenti. La necessità di contenere il loro potere fece passare il principio dell'uguaglianza tra chi governava e anche il principio che gli incarichi di governo, a cominciare da quello del Doge fino alle altre magistrature, sarebbero stati affidati d'ora in avanti, ai più capaci e meritevoli.  Principio forse antichissimo che i "venetici" (Veneti di lagun…

GLI STATUTI DI SCUTARI

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QUELLO CHE NON SAPPIAMO SUGLI ALBANESI
Un piccolo ed elegante codice contenente gli Statuti di Scutari, il più antico testo legislativo di un paese balcanico, commissionato agli inizi del Cinquecento dalla comunità albanese presente a Venezia e ricopiato dall'originale trecentesco , cioè circa vent’anni dopo la cessione della città ai Turchi. Con la trascrizione del testo statutario essa voleva celebrare il glorioso passato della Scutari nei tempi in cui era un Comune, resosi autonomo dal regno di Stefan Dušan, simile a tanti altri che erano sorti in Italia e in Europa.
Dopo quasi sette secoli dalla loro originaria stesura vengono scoperti negli archivi del Consiglio dei X della Biblioteca del Museo Correr di Venezia dalla studiosa e ricercatrice Lucia Nadin nel 1995 e che ne avrebbe dato notizia due anni dopo nella Conferenza Scientifica dell’Università Luigi Gurakuqi di Scutari dedicata alla figura dell’albanologo Carlo Tagliavini. Gli statuti furono scritti prima del 1346, quando …

UN VASO SVELA IL MONDO DEGLI ANTICHI VENETI

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Quel vaso sacro era servito dapprima per contenere il vino nei banchetti cerimoniali della coppia di  Nobili veneti, poi come estrema dimora della loro piccolina, morta all'età di tre anni. Dal Mattino di Padova un avvincente articolo sulla situla Benvenuti "letta" da uno studioso, Luca Zaghetto,   che svela attraverso le immagini un racconto di guerra dei padri Veneti. 


Di Angela Pierobon
PADOVA. E’ un monumento, in senso figurato visto che misura 30 centimetri in altezza e, ad avere gli strumenti per leggerlo, ha lo spessore narrativo di un vero documentario. Insomma è “Il poema figurato degli antichi Veneti” come recita il sottotitolo del volume dedicato alla “Situla Benvenuti di Este”, 400 pagine, frutto di otto anni di lavoro dell’archeologo padovano cinquantenne Luca Zaghetto.

L’importante studio viene presentato venerdì 19 gennaio alle 17.30 al museo nazionale archeologico Atestino da Giovanna Gambacurta, docente di Etruscologia e archeologia italica a Ca’ Foscari,…

MIGRAZIONI ED INTEGRAZIONI, ecco perché funzionò 500 anni fa a Venezia

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Il caso degli albanesi a Venezia tra il 1400 ed il 1500 INTEGRARE I MIGRANTI


Dal passato ci giungono racconti che smentiscono l’eccezionalità del momento ma dovrebbero farci riflettere. Oggi come ieri i pregiudizi ed il mistero insito nello sconosciuto (o del non conosciuto) non hanno generato solo difficoltà al superare i muri che si creavano ma hanno suggerito soluzioni che si potevano percorre. Dobbiamo vedere la Venezia del medioevo alla stregua di "NY, la grande mela" ed i "foresti" rappresentavano almeno un terzo dei 120.000 residenti. Gli studiosi che hanno cercato di suddividere le presenze dei "foresti" per paese di provenienza, (calcolo molto aleatorio perché chi proveniva dai paesi al di là delle Alpi era un "todesco" e gli albanesi assoggettati agli ottomani erano chiamati "turchi"), parlano di 5.000 greci, di quasi 10.000 tra slavo-dalmati-albanesi e tedeschi, senza contare gli oltre 1000 ebrei censiti all'inizio del 1500…

STRAORDINARIO CIMELIO DELL'ESERCITO VENETO:UN BICORNO ORIGINALE

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Il cimelio rarissimo, forse unico, fa parte della raccolta di un collezionista veneziano, che terremo anonimo per discrezione. Un pezzo del genere manca ad esempio al museo dell'Arsenal dove qualche rimasuglio di uniformi (cappotti, marsine e gilet della marina) sono mostrati nelle bacheche. Ma dell'esercito, purtroppo, nulla, dopo i saccheggi dell'Infame Napoleone.
Era facile da capire, tenendo presenti gli acquerelli del Paravia (un capitano di fanteria che riprodusse le ultime uniformi in maniera esatta) conservati al museo Correr) di cosa si trattasse, quando l'amico veneziano mi chiese di collocarlo storicamente.
Il bicorno come potete vedere era ornato di  un gallone di seta nera per gli uffiziali, dall'alfiere in su, per il "sargente" invece il bordo era senza ornamento.


Deducendo dalla descrizione delle uniformi contenuta nel libro di Paleologo Oriundi, "I Corsi nella fanteria veneta" e da altre ricerche possiamo affermare che: il bicor…