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'Sa sucede in Catałògna? Dirito contro dirito

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El govèrno spagnòło el ga ativà l'art. çentoçincuantaçìncue (155). Èco parché l'è interesante par el Vèneto.
Come che xe za stà dito un saco de vòlte, ła situaçion catałana ła xe un banco de prova par na sèrie de richièste che vien fate, in mòdi e gradi difarènti, in tante parte de l'Euròpa. El scontro fra govèrno catałan e govèrno spagnòło, el ne costrenze a ripensar l'idèa de dirito e l'idèa de democraçia.
Presentando l'attivazione dell'art. 155 della Costituzione spagnola per prendere il controllo delle istituzioni catalane non ancora dalle sanzioni dei mesi scorsi, ha chiesto che il Senato conferisca i poteri per destituire il Presidente della Catalogna e che limiti i poteri del Parlamento catalano eletto dal popolo. Dice di non sospendere l'autonomia catalana, ma nei fatti la blocca.
A giustificazione di queste richieste, il capo del governo spagnolo ha chiamato detto:  «il dialogo non è che gli altri debbano accettare le tue esigenze. Il dialogo …

ODERZO-OBTERG E LA ZONA INDUSTRIALE ANTE LITTERAM

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Quando pensiamo a perimetri urbani destinati alle attività artigianali ed industriali pensiamo alle città d'oggi, specie del Veneto odierno. Ma in realtà i Veneti antichi avevano pensato bene di relegare anche loro le fabbriche e i laboratori in zone staccate dall'abitato, ben ordinato e percorso da due grandi strade principali di cui una coperta da ghiaino (forse il primo esemplare di strada urbana).
Ma curiosiamo, noi veneti d'oggi, tra i "capannoni" (in realtà abitativi di pochi metri quadri) di allora.
- L'insediamento inizia dall'VIII° secolo a.C. e la zona industriale "ante litteram" era dotata di canalizzazioni, struture ed infrastutture a servizio di attività artigianali per la produzione di impasti edilizi, manufatti ceramici e lavorazione di metalli.
Dal IV secolo queste strutture ospitarono strutture a servizio di attività artigianali per la produzione di impasti edilizi, manufatti ceramici e lavorazioni di metalli. Dal IV secolo quest…

IN CADORE NASCE LA PRIMA FABBRICA DELL'OCCHIALE

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INCADORENASCE LA PRIMA FABBRICA DELL'OCCHIALE
Grazie all'ingegno e all'acume di un pettenèr di Calalzo inizia in Europa la fase industriale, pur mantenendo caratteristiche artigianali, per la produzione di montature per occhiali. Quel che avvenne il 15 Marzo 1878 è oggi un lontano ricordo ma nasceva in Cadore la prima fabbrica ed iniziava la mitica epopea del più importante polo mondiale dell'occhiale.
Quando gli inverni erano freddi e lunghi da dover trascorrere buona parte delle giornate chiusi in casa al caldo del larin o della stube, anche nelle vallate cadorine ci si ingegnava in quelle piccole attività artigianali svolte assieme a quelle contadine. C'era chi realizzava con il legno utensili ed attrezzi per la casa o da cucina come mestoli dalle mille dimensioni e forme, forchettoni, stampi per il burro, vassoi e contenitori, mattarelli, munèghe, ( scaldaletto, tutti oggetti che venivano poi venduti nei mercati trevigiani o veneziani in primavera) inoltre c'er…

FRATTA POLESINE E I PALEOVENETI APERTI AL MONDO

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Quante volte son passato per la Romea. buttando l'occhio distratto sul segnale di Fratta Polesine! All'epoca dei miei antenati veneti sapevo poco o nulla e il piccolo borgo non mi faceva certo pensare a una località carica di 3mila anni di storia. 
Eppure lì si trovava un villaggio, anche allora di modeste dimensioni, che però era un importantissimo fulcro della civiltà venetica: era una vera porta di accesso al mondo di tante genti diverse, che commerciavano, con vantaggio reciproco, con i Padri Veneti.

-Parliamo per esser precisi, di Frattesina di Fratta Polesine "madre" di tutte le città venete cresciute nell'età del Ferro.
Svolse un ruolo chiave nella circolazione di merci tra Europa Centrale e Centro del Mediterraneo e nella redistribuzione di merci e cultura tra i centri pdani ed il Nord Est... Pur non essendo mai diventata una vera città fu il primo centro di produzione del vetro a livello europeo, ma vi si lavorava anche l'ambra, arrivata dal centro Eu…

LA RIVISTA "LIMES" E IL REFERENDUM DEL 22 OTTOBRE. l'alterita' del Veneto.

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È proprio questa scelta simbolica del 22 ottobre, rimandante  al referendum del 1866, che apre a un discorso più complesso sul referendum veneto: per quanto l’argomento su cui si basa – la redistribuzione di competenze da centro a periferia – sia piuttosto prosaico, esso si inserisce in un sostrato culturale rilevante. Il richiamo all’autonomia fa riferimento a un sentimento di alterità e a un desiderio di autogoverno caratteristici del Veneto profondo. Un riflesso inconscio che porta a galla varie sfumature dello stesso sentimento. Lo testimoniano punte più radicali e quasi situazioniste. Come quando, sempre nel 2014, mentre nelle sale istituzionali si chiedeva l’autonomia, in rete si teneva un tanto discusso, quanto illegittimo e ben presto sbugiardato, referendum per l’indipendenza del Veneto, su una piattaforma dall’evocativo nome di plebiscito.eu. Oppure come i confini fra le piattaforme politiche nazionali, che si scolorano nell’acqua dei canali: basti pensare agli esponenti del 

ISOLE REALTINE, DOVE A VENEZIA?

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Isole realtine, dove a Venezia?Non ci sono prove certe ma gli indizi sono molti, non facili da leggere, ma portano tutti a quella che dovrebbe essere secondo la tradizione il nucleo iniziale della città-stato più famosa al mondo. Decidere di costruire al centro di un arcipelago, in posizione protetta sia dalle burrasche sia dalle eventuali incursioni nemiche, era la logica conseguenza di chi stava fuggendo da chi distruggeva tutto ciò che incontrava. La laguna aperta e le varie isole erano facilmente raggiungibili attraverso il “Largo Canal” per esercitarvi la pesca, le coltivazioni, la caccia, etc. 

Stiamo parlando della fondazione di Venezia.  Anche se poche tracce rimangono in loco è quasi certo che Rialto fu uno dei più antichi insediamenti ad essere abitati sia per la forma degli isolati ancora esistenti tra Ruga Vecchia e Riva del Vin, e tra Ruga degli Speziali e la Pescheria sia dalla loro forma allungata, divisi da strette calli e disposti a "pettine", cioè ortogonalment…

COM'ERA TREVISO NEL IX° SEC. AVANTI CRISTO?

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Anche Treviso, come Padova, era una città isola, delimitata com'era da vari rami del Botteniga, prima che questo confluisse nel Sile.
Sorto nel IX° sec. a.C. il centro era suddiviso in due settori con abitazioni disposte a scacchiera,. Le abitazioni erano, come in tutto il Veneto, a pianta rettangolaree spesso dotate di pareti divisorie tra almeno due vani, tramite graticcio intonacato con argilla e copertura costituita da un'intelaiatura lignea, riscaldate da bracieri (ancora i camini eran di là da venire ndR) che servivano anche per la cottura.
Qui è stata rinvenuta un'asse di legno di quercia di dimensioni eccezionali e ottimamente conservata, in corrispondenza della pavimentazione di una casa con porticato esterno risalente al IX secolo a.C. ; l'asse doveva servire per isolare dall'umidità un grande focolare rettangolare, o come supporto per il focolare stesso.
Particolarmente fiorente durante la prima età del ferro, l'insediamento, dopo Oderzo ed Altino, …

LO SQUERO E I CADORINI

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LO SQUERO E I CADORINI


Squero di S. Trovaso in una foto-cartolina del 1903 attualmente ancora attivo con scivolo sul rio omonimo (la struttura risalirebbe al 1600 e ci ricorda le tipiche case in legno del Cadore, da dove senz'altro provenivano i primi maestri d'ascia arrivati in laguna con gli zattieri per diventare poi squeraroli). In questo Squero si possono notare più corpi di fabbrica: l'abitazione del proprietario, il deposito di legname ed attrezzi, lo spazio dedicato alla costruzione dell'imbarcazione e lo scivolo, naturalmente verso l'acqua.  
E' proprio nel cuore di Venezia alle Zattere, lo Squero di San Trovaso, ancor oggi visibile oltre a quello dei Muti alla Misericordia, fu costruito in modo da essere funzionale all'attività e all'economia veneziana da gente senz'altro cadorina, visto che la costruzione sia sotto il profilo architettonico che strutturale fa capire che erano stati traferiti dalle vallete bellunesi alla laguna gli stessi co…

I FANTI ITALIANI CHI ERANO E COME LA PENSAVANO NELLA GRANDE GUERRA.

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Incombono le celebrazioni del 4 novembre e ai pennacchi e alle trombette dei miei ex colleghi bersaglieri, alle lugubri cerimonie all'altare della Patria (quella di chi comanda) opponiamo la nostra resistenza attiva (resistenza veneta), pubblicando un brano del grande Bruno Pederoda (e altri), che descrive in maniera perfetta quanto annunciato nel titolo. Lo stimolo mi è venuto leggendo l'ultimo post di Enzo Trentin http://www.lindipendenzanuova.com/1917-caporetto-2017-tutto-come-allora/ il pezzo è preso da lì, parte di un articolo molto ampio. 

Il soldato italiano si sentiva soprattutto solo, emarginato da un Paese che continuava a vivere come se la guerra non ci fosse, trattato altezzosamente dalla maggioranza degli ufficiali, guardato con diffidenza o con ostilità dagli abitanti delle “terre liberate” incapace di capire il perché di una guerra combattuta per conquistare una terra che economicamente ai suoi occhi non valeva niente e i cui toponimi non avevano nulla da sparti…

'Sa sucede in Catałògna? Dòpo del voto

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Dalla Catalogna continuano ad arrivare scenari inquietanti ma interessanti per la politica veneta.

Dirito formałe contro el dirito de sostança - Mentre, dopo il voto dell'1 ottobre, il Presidente catalano ripete le richieste di dialogo, le autorità spagnole continuano sulla strada della chiusura, insistendo nel rispetto (formale) del Diritto che nega il (sostanziale) diritto di esprimere democraticamente le proprie richieste.
Tribunałi al pòsto de ła połìtica - Le autorità spagnole hanno infatti disposto l'arresto di due leaders indipendentisti catalani e sottoposto alla libertà vigilata il comandante dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana che si era rifiutata di prendere le armi contro la popolazione nello stesso giorno in cui invece la polizia spagnola aveva letteralmente sparato negli occhi ai cittadini disarmati che volevano votare.
Acuxai... de cosa? I leader indipendentisti sono accusati di «sedizione», reato che per il codice penale spagnolo richiede la presenza d…

VENEZIA E L'INVASIONE CONTROLLATA ALBANESE NEL 1479

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Venezia e "l'invasione controllata" albanese del 1479.
Di Ecce Leo

Devo dire che sono un po' impegnato ma... ogni tanto qualche amico mi smuove dal mio "torpore", dovrei dire da altri impegni, e mi da il "là" per nuove ricerche.

Verso le fine del 1478 M.V. (25 gennaio) si concludeva, con la firma del trattato di pace di Costantinopoli, la prima guerra veneziana /turca del 1463/1479. Con questa guerra venezia perdeva i possedimenti dell'Eubea, della Morea e di una parte dell'Albania veneta, compensate dall'acquisto del regno di Cipro.

Ma  vediamo insieme i fatti: durava da oltre un anno l'assedio della fortezza veneziana di Croja (ora Kruja sempre in albania) quando stretta più dalla fame che dalle armi la fortezza si arrese al turco, il quale come sempre non mantenne i patti della capitolazione, mettendo in catene i ricchi e massacrando gli altri.
Dopo di che il Turco si diresse verso la fortezza di Scutari, al cui comando si trovava il…

LA PRIGIONE INVISIBILE ITALIANA

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In un memorabile articolo Gilberto Oneto descrive la situazione in cui si trovano a vivere veneti e lombardi, paragonati a quegli uccelli che, ormai condizionati, non provamo neanche più ad uscire dalla gabbia a portellino aperto. E del resto, quando ci si provassero, la musica cambia, come ora sta succedendo in Catalogna, con i primi arresti e il plauso neanche tanto sottaciuto, della élite burocratica finanziaria europea. Consiglio la lettura. Oneto non c'è più ma le sue idee vivono ancora. Gli Indipendentisti - ovvero le Idee punite come fossero dinamite. La prigione “invisibile” italiana. E quella, ormai visibile, spagnola.  Ci sono due modi per tenere la gente in prigione ed evitare che se la squagli: costruire mura solidissime e munirle di inferriate triple, oppure convincerla che sta benissimo dov’è e che fuori starebbe peggio. Le sbarre di metallo hanno il difetto (in tempi di buonismo e di politically correct) di essere evidenti e identificabili, di poter essere stigmati…