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LA GATA BURATA.. DA CANTAR AI NOSTRI PUTEI

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Burata burata, la filastrocca veneziana per tranquillizzare i bambini - Blog


Gianluca Anoè


Burata burata, la filastrocca veneziana per tranquillizzare i bambini - Blog
„"Burata Burata", una sorta di gioco popolare veneziano, più nello specifico un modo utilizzato da genitori e nonni per tranquillizzare i bambini. Il nome, con ogni probabilità, dirà nulla o ben poco alle nuove generazioni. Vediamo quindi in cosa consiste(va).

Il bambino veniva fatto sedere sulle proprie ginocchia. Tenendolo per le mani, poi, veniva fatto ondeggiare avanti e indietro, un po’ come si faceva una volta con il setaccio per abburattare la farina, ovvero separare la farina dalla crusca (da qui il nome “Burata Burata”).

Nello steso tempo in cui il bambino veniva mosso avanti e indietro, si era soliti cantare una filastrocca. Vi riportiamo qui sotto il testo. Vi risuona familiare in qualche ricordo della vostra infanzia?Burata burata, la filastrocca veneziana per tranquillizzare i bambini - Blog
„Burata, …

VENEZIA E LE RADICI DEL BOOM DEL NORD EST (lo stato da Tera)

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Fatichiamo a capirle le radici comuni di queste terre, per incultura e ignoranza diffusa, per campanilismi alimentati da letture sbagliate della storia della Serenissima. Ma a Venezia dobbiamo tutto, anche lo sviluppo incredibile di quella zona d'Italia, che Italia per tanti aspetti non è, che Giorgio Lago, l'antico direttore del Gazzettino, volle ribatezzare Nord Est.
A ragione, perché questo termine asettico indicava una mancanza di coscienza di appartenenza a una storia comune, anche se la mentalità di chi faceva impresa, e di chi prestava il proprio lavoro sotto i capannoni era del tutto identico.
A dire il vero ci fu chi nel 2004 ebbe questa intuizione: un altro Giorgio di cognome Panto, fondò un movimento autonomista che collegava Friuli e Veneto, in un progetto comune ma purtroppo la morte del fondatore fece arrestare tutto. Una voce nel deserto, che si spense repentina.
Erano ben altri un tempo gli imprenditori, con un bagaglio culturale evidente nel loro operato che …

LA SPAGNA CHE TORNA ALL'ISLAM, DESCRITTA DA ORIANA

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Nel 2004, la Fallaci nella "Forza della ragione" scrisse: "A Madrid il processo di islamizzazione procede spedito" (GRAZIE ALLA SINISTRA)
.....
Ma, soprattutto, il discorso vale per la Spagna. Quella Spagna dove da Barcellona a Madrid, da San Sebastian a Valladolid, da Alicante a Jerez de la Frontera, trovi i terroristi meglio addestrati del continente.
(Non a caso nel luglio del 2001, cioè prima di stabilirsi a Miami, il neodottore in architettura Mohammed Atta vi si fermò per visitare un compagno detenuto nel carcere di Tarragona ed esperto in esplosivi). E dove da Malaga a Gibilterra, da Cadice a Siviglia, da Cordova a Granada, i nababbi marocchini e i reali sauditi e gli emiri del Golfo hanno comprato le terre più belle della regione. Qui finanziano la propaganda e il proselitismo, premiano con seimila dollari a testa le convertite che partoriscono un maschio, regalano mille dollari alle ragazze e alle bambine che portano lo hijab. Quella Spagna dove quasi tutti …

LA TAQIYYA, DIRE UNA COSA MA PENSARNE UN'ALTRA. IL VERO ISLAM.

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Come abbiamo spiegato in questo articolo, uno dei modi per attuare la dottrina islamica della taqiyya (dissimulazione), è quello di proporre fuori dal contesto alcune parole del Corano come prova inconfutabile della sua natura pacifica. E’ il caso clamoroso, per esempio, della Sura 5 versetto 32 (anche questo copiato da un testo più antico, per l’esattezza il Mishnah, IV capitolo, testo fondante dell’ebraismo). I musulmani, per dimostrare che l’Islam é una religione di pace, che rispetta la vita umana di chiunque, sono soliti citare questo versetto, ma a modo loro. Ovvero decontestualizzandolo e “tagliuzzandolo”, trasformandolo cosí: «Chi uccide una persona è come se avesse ucciso l’intera umanità, e chi salva la vita di una persona è come se avesse salvato tutta l’umanità». Cosí come viene proposto, il versetto 5:32 contiene un insegnamento molto positivo. Peccato che se letto nella giusta maniera, ovvero per intero e all’interno delle parole precedenti e successive, l’insegnamento p…

DANTE CONTRO GLI IMMIGRATI. LA. LA MESCOLANZA DELLE GENTI E' CAUSA DEI MALI

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Articolo de "Il Giornale"
Nel XVI canto del Paradiso Dante, tramite il suo avo Cacciaguida, lancia un'invettiva contro gli stranieri che hanno invaso Firenze e contro la Chiesa, complice dell'invasione Reazionarissimo. Un Dante che sarà poi ripreso dal "cattolico belva" Domenico Giuliotti e da Ezra Pound. Questo Dante, il vero Dante, ha scritto parole durissime contro l'immigrazione e contro la Chiesa che si rende complice di questa tratta di uomini. Basta leggere il sedicesimo canto del Paradiso, dove Dante, accompagnato da Beatrice, è a colloquio con Cacciaguida, il glorioso avo che trovò la morte durante la seconda crociata. Dante chiede a Cacciaguida di parlargli di Firenze, di raccontargli come fosse nei tempi civili. Subito Cacciaguida si infiamma "come s’avviva a lo spirar d’i venti / carbone in fiamma, così vid’io quella / luce risplendere a’ miei blandimenti". Ricorda come gli abitanti di Firenze fossero un quinto rispetto a quelli ch…

MARC'ANTONIO BRAGADIN DAVANTI A LALA PASCIA', L'INFAME.

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L’ultima parte della ricostruzione storica dell’Assedio di Famagosta del 1571. Alla fine, Marcantonio Bragadin e Astorre Baglioni ottengono buone condizioni di resa, non prima di aver respinto molti altri attacchi generali dei Turchi. Negli articoli precedenti, abbiamointrodotto l’Assedio, narrato la caduta di Nicosia, l’inizio degli assalti generali e la resa della città. http://zweilawyer.com/2016/07/22/marcantonio-bragadin-lassedio-famagosta-1571-martirio-bragadin/ Non appena il Bragadin, e gli altri di cui abbiamo detto, arrivarono alla tenda di Mustafà, fu loro ordinato di deporre le armi, e con gentilezza e benevolenza lo stesso Mustafà salutò tutti. Fu lui a farli entrare nella sua tenda e a sedere con loro, iniziando una tranquilla e piacevole discussione in cui lodava la loro capacità e la loro forza nel difendere la città. Poco dopo però, improvvisamente furioso e con tono di minaccia, si rivolse al Bragadin: «Che cosa hai fatto dei miei uomini che tenevi prigionieri nella f…

IL "BISANTE" LA MONETA CONIATA DAL BRAGADIN

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La moneta si chiamava “bisante” e oggi ne parleremo un poco ricordando quegli Eroi che difesero gli stati veneti e la cristianità con i loro petti, fino all’ultimo. Episodio storico avvenuto sotto il dogado di Alvise I MOCENIGO (1570-1577)Lo storico inglese Rupert Gunnis cosi’ racconta l’accaduto: “… 80 mila morti tra i turchi, circa 6 mila tra i veneziani … Con una linea di combattimento non piu’ lunga di due chilometri, l’assedio di Famagosta supera le famose stragi di Londonderry e di Verdun.”“Vi domandiamo Cipro che ci dovete per amore o per forza. E guardatevi dall’irritare la nostra terribile spada, perche’ vi muoveremo guerra crudelissima in ogni parte; ne’ confidate nella ricchezza del vostro tesoro, perche’ faremo in modo che esso vi sfugga di mano come torrente...”. Cosi’ senza tanti riguardi, nel febbraio del 1570 l’Ambasciatore della Sublime Porta intima al Gran Consiglio della Serenissima di cedere Cipro .Una forte flotta ottomana si concentra a Negroponte (antica Eubea) p…

BRAGADIN, EROE SCOMODO

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Lo è per molti aspetti: non ultimo il fatto che il Suo ricordo, o meglio, la ricorrenza del Suo martirio, cade nel periodo in cui tutti, anche i veneti, sono magari sdraiati su un lettino a prendere il sole, gelato in mano, e poco han voglia di buttare l'occhio sull'indicibile orrore del Suo supplizio. Eppure un 14 agosto del 1571 iniziava il Suo Calvario, paragonabile se non peggiore della sofferenza di Nostro Signore sul Golgota.
Eppure la sue carni lacerate sono anche le nostre, poiché Egli ha accettato il suo sacrificio da consapevole, senza un lamento,  in nome di una Patria che è ancora la nostra. E c'è da chiedersi: quanto ne siamo degni?
E' un personaggio scomodo, un gigante che disturba l'epoca dei nani del "politically correct", del "siamo tutti fratelli" perché non possiamo dirci sodali della gente che lo ha torturato e dopo averlo martirizzato,gli ha spiccato la testa dal busto e infissa ad un'asta, l'ha esposta, quale monit…

I PITTORESCHI CAPPELLETTI DI PRELLI E COMPAGNI

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A inizio del 1600 la cavalleria leggera, che abbiamo già conosciuto col nome di "stradiota" fu chiamata "dei cappelletti" per via del piccolo copricapo che gran parte di loro indossavano. Vengono quindi abbandonati quei curiosi cappelli a cilindro che abbiamo visto anche in articoli precedenti.
Ma lascio la parola ad Alberto Prelli: 
Capitano dei Cappelletti, soldato e donna (1620 circa)
I Cappelletti erano di origine balcanica o greca. Portavano abiti tradizionali della loro zona, Facevano parte della cavalleria leggera. La Repubblica li utilizzò per sorvegliare confini, scortare salmerie e denari. Erano anche utilizzati come polizia militare.
I capitano indossa i suoi abiti migliori: una preziosa veste damascata con alamari dorati sopra una tunica di velluto cremisi e benevoreche, cioè calzoni aderenti e lunghi fino alla caviglia e i caratteristici calzari detti opanke. Tiene in mano la mazza come simbolo di grado (ma era anche usata in battaglia dalla truppa, e d…